Vocabolario dinamico dell'Italiano Moderno

VODIM

Risultati per: il

Numero di risultati: 64 in 2 pagine

  • Pagina 1 di 2

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

254845
Saltini, Guglielmo Enrico 50 occorrenze
  • 1862
  • Le Monnier
  • Firenze
  • critica d'arte
  • UNIFI
  • w
  • Scarica XML

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

. I migliori architetti della prima metà del nostro secolo, il Valentini, il Melocchi, il Salucci, il Cacialli, il Poccianti, il Digny, (procediamo per

Pagina 11

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

il giovinetto tirato da naturale disposizione all’architettura, seppe fere suo pro delle lezioni del Paoletti; sotto il quale anche in privato andò

Pagina 12

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

, facendosi legge lo studio dell’antico e i nuovi esempi della bella scuola del Paoletti. Tali il Paccagnini di Montanino; il Fantastici, il Santi, il

Pagina 14

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

Il conte LUIGI CAMBRAY DIGNY fiorentino (n. 1779, morto 22 febbraio 1843) fu anch’esso della bella scuola. D’ingegno pronto e fatto sicuro dai buoni

Pagina 14

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

sotto la reggenza borbonica, ingegnere nell’ufficio de’ Ponti e Strade sotto il governo francese, e primo architetto delle Reali Fabbriche dopo la

Pagina 15

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

Giovanni Pacini nativo di Colle (m. oltre i sessanta il 24 aprile 1838) fu della scuola del Paoletti, e seguitandone i buoni principii nulla operò a

Pagina 15

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

lucchese da onorare il nostro tempo. Fornito di ricca immaginazione e sapiente criterio, raggiunse con le opere grandiose gli antichi esempi. I suoi

Pagina 17

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

principale come architetto. Il palazzo Pretorio in Pisa, la cui facciata, avuto mente alla forma dell’antica fabbrica, presenta pregi non comuni; e in

Pagina 18

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

LUIGI BETTARINI di Portoferraio (m. oltre gli anni sessanta il 21 dicembre 1850) fu architetto di molto valore. Napoleone I nella breve prigionia

Pagina 19

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

Diremo adesso dei viventi seguendo, secondo il metodo nostro, l’ordine cronologico delle date di nascita. — STEFANO MINUCCI di Firenze (n. 1791) fece

Pagina 20

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

Noi abbiamo veduto qual fosse in Toscana l’Architettura innanzi che il Paoletti ed i suoi valorosi allievi la riconducessero a più veri principii; ma

Pagina 24

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

sue opere fatti dallo stesso Canova tanto parco encomiatore. Se la fortuna avesse fatto gareggiare il Ricci con altri artisti di pari valore, forse

Pagina 26

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

Ma restaurare veramente la statuaria in Toscana era serbato a LORENZO BARTOLINI (n. a Savignano su’poggi di Prato il 7 gennajo 1777; m. in Firenze il

Pagina 27

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

Contemporaneo al Bartolini e non indegno di stargli appresso fu il fiorentino LUIGI PAMPALONI (n. 1791, m. 17 dicembre 1847). Dei meriti di questo

Pagina 29

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

e scegliere da essa quelle parti che meglio rispondono al fantasma concepito, era il segno a cui mirava coll’alto intelletto il Fidia toscano, sebbene

Pagina 29

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

Ora secondo il nostro costume seguiteremo prima a parlare degli artisti mancati alla vita, per accennar poi brevemente ai viventi. FRANCESCO Pozzi di

Pagina 31

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

del moto terrestre, palesa nell’autore mente arguta nel concepire, e facilità di mezzi nell’operare. Siede il Galileo, perchè chi sta seduto meglio

Pagina 32

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

rifiorire tra noi, dandole maggiore incremento e molto più utili applicazioni. A chi ha veduto il R. Museo fiorentino di Fisica e Storia Naturale, non sono

Pagina 39

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

abbandonata tra noi. Il Papi (n. in Roma il 31 agosto 1806) venne per tempo in Toscana e qua dopo ostinata perseveranza e studio indefesso, giunse ad eseguire

Pagina 39

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

civile comunanza, o perchè il tema non fosse creduto importante com’è di fatto, o perchè sia costume degli uomini stimar meno e meno darsi pensiero di ciò

Pagina 4

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

della più vera amicizia. Da lì in poi il Susini non si occupò d’altro che del disegnare e modellare membra umane, e tal volta intieri corpi. Molti Musei

Pagina 40

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

laboratorio, in breve rimase solo il Calenzuoli, che innamoratosi dell’arte, studiò indefessamente il disegno e l’anatomia, e si fece valente. Chiamato

Pagina 41

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

maggior nome, è il transito del beato Ranieri nell’oratorio pisano di San Vito.

Pagina 44

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

gli studj, fermò il domicilio, e operò. Che che ne sia, la patria serba di lui poche cose. Ricordiamo tra queste il quadro ov’è espressa santa

Pagina 45

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

giovinetti nei quali parvero riposte le speranze dell’arte toscana. Faceva ammirarsi il primo per aggiustatezza d’ingegno e perseveranza negli studj, il

Pagina 46

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

tempi plauso oltre il merito. È questi LUIGI ADEMOLLO di Milano (n. 30 aprile 1764, m. in Firenze 11 febbrajo 1849), che venuto giovine tra noi, prese a

Pagina 46

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

Anche il SABATELLI (n. in Firenze il 21 febbraio 1772, m. a Milano il 29 gennaio 1850), acquistò in breve chiarissimo nome nell’arte. Dotato d

Pagina 48

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

Contemporaneo a questi due grandi artisti fu FRANCESCO NENCI d’Anghiari (n. 10 aprile 1781, m. in Siena il 4 marzo 1850). Ammaestrato in Firenze nei

Pagina 49

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

Ma il pittore che approfittando degli esempi del Benvenuti e del Sabatelli, seppe, mercè le doti che natura gli avea largito, far nuovi passi nell

Pagina 50

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

amori d’Angelica e Medoro, opere che menarono assai grido in Firenze. Fu allora che il Benvenuti lo chiamò ad insegnare nell’Accademia, ove poi successe

Pagina 51

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

Ma uno dei meriti più rilevanti del Bezzuoli fu nel dipingere a fresco; e per coloro che hanno veduto di lui Alessandro il Macedone nello studio d

Pagina 52

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

, nelle pareti e nelle lunette della quale dipinse l’Incoronazione della Vergine, la Chiesa Militante, e il voto fatto dai Fiorentini dopo la pestilenza

Pagina 52

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

cisterna di Dothain, e la creazione dell’anima. Quando Luigi Sabatelli fu chiamato da Milano a dipingere nei Pitti il salone dell’Iliade, il

Pagina 55

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

quelli de’ suoi coetanei. Nel 1800 ottenne il premio di pittura pel concorso del quadro a olio nell’accademia di Belle Arti di Firenze, col soggetto

Pagina 57

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

abilità e diligenza. Tra le vedute d’architettura voglionsi ricordare il sepolcro di Cecilia Metella, e la facciata del Panteon, e tra le tavole quella

Pagina 63

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

Traballesi, cavato dal quadro del Domenichino in Forlì; — SANTI Pacini che adoperava il pennello e il bulino, senza però levarsi dalla mediocrità; e

Pagina 65

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

la disciplina di Giuseppe Wagner, valente incisore a bulino ed all’acqua forte, e presto venne in fama di avere superato il maestro. Ma traendo poco

Pagina 66

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

, mostrò al principe Pietro Leopoldo, suo protettore, alcuni lavori che avea fatti, tra i quali il ritratto del maresciallo Botta Adorno, una delle migliori

Pagina 67

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

minori fortune, fu in freschissima età inviato a Venezia a studiare il disegno e la pittura sotto il valente Antonio Marinetti detto il Ghiozzotto

Pagina 68

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

Ma quegli che avanzò tutti nell’arte, e meritò di essere annoverato tra i primi incisori d’Europa, è RAFFAELLO MORGHEN (n. a Portici presso Napoli il

Pagina 69

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

nostra, o interpretandone male a proposito il significato e lo stile, parve l’architettura durante il secolo XVII e la prima metà del XVIII scadere

Pagina 7

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

Ripoli, incominciata nell’anno stesso, sono belle testimonianze di gusto e sapere. E che il Salvetti fosse uomo culto e d’imparare amantissimo ce lo dice

Pagina 7

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

, vennero a prendere stanza tra noi, e nella città nostra fino alla morte operarono, il Gara vaglia e l'Jesi.

Pagina 70

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

. in età avanzata il 21 settembre 1852) che fu suo aiuto nella scuola d’incisione all’Accademia di Belle Arti, e che lasciò alcuni pregiati lavori

Pagina 71

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

Giovita Garavaglia di Pavia (n. 18 marzo 1790, m. in Firenze il 27 aprile 1835), fu allievo prima dell'Anderloni, al quale prestò aiuto nella

Pagina 71

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

. 8 maggio 1792). Nel 1825 espose all’Accademia di Milano, Gesù bambino presentato al tempio, da un quadro di fra Bartolommeo da San Marco, e n’ebbe il

Pagina 72

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

Firenze, ed oltre ad avere maestrevolmente inciso il Carlo V a cavallo del Wandick, e un bellissimo ritratto del letterato Giuseppe Borghi, ha fatto tra

Pagina 73

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

nella Maddalena da Paolo Veronese, nel Bacio della Reliquia da Andrea, e nella Santa Famiglia da Raffaello, mostrò assai capacità nel maneggiare il

Pagina 74

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

appresso di tutti il desiderio nostro ardentissimo di deporre una fronda sull’altare di questa bella e gloriosa terra toscana, cultrice antica e

Pagina 74

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

lo stile, che i nostri vecchi maestri, in ispecie il Brunellesco e il Palladio eransi formato, studiando bene addentro i vetusti monumenti. Infatti

Pagina 9

Cerca

Modifica ricerca